Scambiando due chiacchiere con uno dei nano-invitati, noi tre nano-organizzatori ci siamo trovati di fronte ad una “matassa da dipanare”: DI COSA SI PARLA AL NANOSOCIAL?
Alcuni potrebbero pensare che si tratterà di “talk” più o meno tecnici, relativi ad argomenti informatici… Sbagliato!
Al Nanosocial vengono DICIANNOVE persone, molte delle quali sacrificano il proprio fine settimana, e qualche soldo, per passare quasi due giornate intere con altri diciotto sconosciuti (o quasi). Queste persone (che già ringrazio per aver accettato di partecipare) vengono per i seguenti motivi:
- Socializzare, e conoscere nuove persone interessanti;
- Scoprire, o rivedere, Assisi e i suoi dintorni;
- Passare due giorni piacevoli, e speriamo indimenticabili;
- Ascoltare altri diciotto nano-talk INTERESSANTI, e dibatterne con gli altri nano-invitati.
Ora, se io volessi ascoltarmi dei talk su come si installa Rails in Linux Ubuntu, o come si cripta una comunicazione tra server, o come si ordina un array da un miliardo di elementi… Andrei ad una qualche conferenza in stile O’Reilly. Non certo ad un Nanosocial.
Se, tra i nostri nano-invitati, c’è qualcuno che desidera parlare di un qualcosa di tecnico, lo faccia in una maniera interessante per l’audience, e in modo da stimolare il successivo dibattito.
Ciò non significa che siano VIETATI i tecnicismi: se li mettete, assicuratevi che siano interessanti per l’audience.
Altra cosa: se siete famosi perchè compilate i Kernel di Multics a occhi chiusi (hint per i più geek: i Kernel di Multics non si compilano, quindi si tratterebbe di una capacità particolarmente significativa!), o perchè battete Chuck Norris a Scacchi, Dama, Forza 4 e a freccette, non significa che al Nanosocial dovete per forza parlare della vostra specialità . Anzi, provate ad affrontare un argomento NUOVO.
Infatti, siete stati scelti perchè qualcuno vi ritiene INTERESSANTI, e/o delle BELLE PERSONE, e/o in vostra compagnia SI STA BENE.
Partite da questa semplice frase, per capire CHE COSA volete veramente comunicare in una occasione così speciale.
Faccio un esempio personalissimo: queste sono le cose che mi vengono in mente, e di cui potrei parlare, al Nanosocial (devo ancora decidere, e probabilmente alla fine parlerò di qualcosa che non è in questa lista):
- Cosa significa emigrare a 31 anni
- L’atteggiamento positivo nella propria vita
- Ingredienti di successo per usare la tecnologia senza soccombere
- Jared Diamond: collassi, cannoni, germi, acciaio, e scimpanzè
- Freakonomics
- Come vedo il futuro
- L’asfissia del vile denaro
- Zig zag della mia storia professionale
- Le trappole della tecnologia: da Google al grande fratello
Come vedete, alcuni argomenti si avvicinano al tecnico, ma nessuno è “puramente” tecnico.
Spero che questi esempi vi possano aver chiarito le idee.
IMPORTANTE: sia per i nano-invitati (lo so, siete curiosi: pubblicheremo l’elenco appena saranno chiuse le danze), sia per i semplici curiosi, sentitevi liberi di commentare, di proporre, di chiedere, e così via.
Noi siamo in ascolto!
A presto!







2 Comments
La butto lì: e se ognuno dei nano partecipanti si prepara il proprio intervento e poi quando è lì decide se parlare di quello o se scegliere un argomento a caso da un cappello magico, improvvisando? Gli argomenti a caso potrebbero essere decisi dai nano organizzatori o anche aggiunti dai nano partecipanti…
Che ne dite?
Sara: carina l’idea, ma molto rischiosa: non è facile, improvvisando, riuscire ad essere interessanti… Potremmo lasciare, eventualmente, la scelta al singolo “presentatore”.
In tal caso, potrei aggiungere una pagina al blog per le “proposte” di intervento, sia dai nano-partecipanti che dai lettori.
Che ne dici?
Ciao!
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[...] L’evento Nanosocial sta rapidamente prendendo forma. Che ne pensate della sua filosofia? Posted by ubuntista Filed in off-topic Tags: [...]
[...] avevo scritto qualche consiglio su COSA DIRE AL NANOSOCIAL. Tuttavia, se ve la sentite, potete usare questo post, e i relativi commenti, per fare due [...]
[...] trovate un recente post sulla Filosofia del NanoSocial (eh lo so, ci stiamo allargando ‘na [...]
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