NANOSOCIAL /01
Assisi, 27-28 settembre 2008
19 persone, 19 argomenti, cibo, cultura, networking, amicizia
Simone Brunozzi, Luca Conti e Antonio Tombolini, corroborati da una indimenticabile cena da Uliassi a Senigallia, organizzano il primo Nanosocial, in programma il prossimo 27 e 28 settembre 2008 ad Assisi (PG).
Nanosocial è un micro evento, ristretto a 19 persone, in cui ogni partecipante presenta un tema a sua scelta per 19 minuti, e ne discute per altri 19 minuti con il resto del gruppo.
L’evento si svolge dal sabato mattina alla domenica pomeriggio, con intermezzi dedicati al cibo, alla cultura, al networking, e all’amicizia. La location prescelta verrà comunicata tra breve.
Una grossa fetta dei partecipanti viene scelta tra le persone “della reteâ€, tecniche o meno tecniche.
“Nano”, in questo caso, si ispira ai prefissi di potenza del sistema internazionale (nano equivale ad un miliardesimo), e si riferisce perciò alla dimensione di Nanosocial!
Questo è il primo, si spera, di una lunga serie di eventi. Pensiamo che il numero di persone scelto, diciannove, permetta a tutti di fare conoscenza e di entrare in sintonia con gli altri, in soli due giorni. Gruppi più numerosi non ci riescono altrettanto facilmente.
Queste sono le caratteristiche salienti di un evento Nanosocial:
-
Arrivo dei partecipanti il venerdì pomeriggio/sera, per poter iniziare i “lavori†il sabato mattina.
-
Termine dei lavori domenica, primo pomeriggio, per permettere ai partecipanti di tornare a casa senza multe da Autovelox.
-
Consorti, figli, amanti sono ben accetti, ma non possono partecipare al nano-evento. L’organizzazione si curerà di fornire loro delle idee per attività o visite. Possono, invece, partecipare ai pasti. Anzi, devono!
-
Ogni Nanosocial prevede la partecipazione di diciannove persone:
-
tre persone, di cui almeno una “localeâ€, chiamati semplicemente “nano-organizzatoriâ€;
-
tre persone “localiâ€, non necessariamente del mondo della rete o della tecnologia, che vengono chiamati “nano-localiâ€;
-
completano l’appello tredici persone, chiamati “nano-partecipantiâ€, prese più o meno dal mondo della rete.
-
-
Il nano-organizzatore locale si preoccupa della “locationâ€, sia per il pernottamento, che per l’evento, che per pranzi e cene, che per connettività Wireless. Si preoccupa anche di organizzare degli intermezzi culturali, di vario tipo.
-
Ogni nano-partecipante paga di tasca sua (il costo della location, e dei pasti);
-
Al momento non sono previsti nano-sponsor, a meno che non siano così illuminati da sponsorizzare in maniera nano-invasiva ;-)
-
Ognuno dei 19 nano-partecipanti presenta un tema a sua scelta, per 19 minuti, e nei successivi 19 minuti il tema viene discusso con gli altri partecipanti.
Al termine della discussione, ogni partecipante, incluso il presentatore, scrive un “tweet†da 140 caratteri su carta (in italiano, senza obbrobri grammaticali come “penso ke†o “tu 6 1 stellaâ€), un vero e proprio condensato di impressioni, giudizi o riflessioni su quanto appena ascoltato e discusso.
Al termine dell’evento, tutti i “tweet†cartacei (ma sì, chiamiamoli nano-tweet) vengono raccolti, fotografati e condivisi, per poi essere incorniciati. -
Stiamo studiando anche un sistema, si spera simpatico e sicuramente non competitivo, per donarci a vicenda karma/cuoricini/stellette o simili. Stay tuned.
Ora, la domandona è: ma chi sono i 13 nano-partecipanti? Decidono gli organizzatori? Oppure le persone si organizzano in maniera indipendente?
Bella domanda, e infatti, nonostante crediamo di avere una buona risposta al riguardo, lasciamo la parola a voi… Che suggerimenti ci date?
P.S. Tag da usare, per i più geek: nanosocial, nanosocial01, nanosocial/01







26 Comments
nano-complimenti!
la formula sembra buona. soprattutto ispirata alla concretezza, cosa che di questi tempi…
Che dire, proprio una bellissima nano-idea, certo scegliere i partecipanti non è cosa facile e soprattutto personalmente non riuscirei a decidere nessun criterio specifico da adottare per la selezione.
Blogger?? Esperti del settore?? Appassionati?? Proprio non saprei dove iniziare.
P.S.: complimenti per la scelta del ristorante, Uliassi lascia sempre un ottimo ricordo di se.
Scegliere un tema da dedicare ad ogni nano-evento, quindi i nano-partecipanti sono esperti del settore.
Oppure dare la possibilità ad un numero preciso di persone (30?) di iscriversi spiegandone le motivazioni e poi voi scegliete i 13 nano-partecipanti.
Complimenti per l’idea. Interessante.
mi piace molto l’idea anche se la realizzazione pratica sui partecipanti (non uno di piu’ non uno di meno) è complicata.
Iscrizioni libere, poi sorteggio e lista di attesa per chi è ancora interessato, cancellazioni fino a qualche gg prima?
ciao
gluca
Simpatica iniziativa. :-) Quoto inoltre Shaytan. ;-)
metakappa: grazie!
Shaytan: grazie!
Jak-o: il tema è volutamente libero, per questa prima edizione. Vedremo nelle successive.
Se bisogna selezionare tra gli interessati, meglio sarebbe di lasciare candidature aperte, e poi eventualmente scegliere.
gluca: esatto, è la cosa più complicata.
Lazza: grazie!
Provo a porre un dubbio sul format: se ognuno dei partecipanti parla di un tema diverso con cui gli altri potenzialmente hanno poca o nessuna dimestichezza, si riesce comunque a stimolare una discussione (e partecipazione) vivace o si rischia un’eccessiva dispersione?
Ah, ho capito… è un barcamp VIP! ;)
Scherzo, ovviamente. L’idea è interessante, come tutte le formule di incontro che permettono alle persone di conoscersi, ritrovarsi e confrontarsi su argomenti diversi.
In bocca al lupo per l’evento! :)
Luca
Emanuele: ogni partecipante cerca di rendere “comprensibile” il proprio talk, anche a persone non esperte.
Poi ti faremo sapere se funziona :-)
Luca: grazie!
Dici a nove persone di presentarne un’altra ciascuno.
Chi è interessato si propone con annesso argomento.
Ognuno dei 6 fissi (nano-organizzatori e nano-locali) sceglie 2 nano-partecipanti, il tredicesimo a sorteggio fra tutti gli altri.
Ovviamente nessuno viene informato su chi l’ha scelto in modo che anche le nano-chiacchiere siano tutte paritetiche (non ic siano preferenze) ed anche perché l’ultimo non si senta il rompiscatole di turno che nessuno voleva :-P
marchino: i tre organizzatori ci sono già , così pure i tre locali. Il punto è solo per le tredici persone rimanenti.
S. : i nano-locali non sono “avvezzi” al mondo della rete, e non hanno esperienze di barcamp/unconference/eccetera. Non credo saprebbero scegliere con acume.
Grazie in ogni caso per i vostri contributi!
Personalmente sono molto incuriosito proprio dal fatto di riunire persone competenti in cose diverse, per discuterne magari con persone che di solito si occuppano d’altro. Anzi, direi che i nano-meetings dovrebbero essere caratterizzati proprio da questo.
Oh, se poi non funziona… evabbè :)
i tre organizzatori hanno a disposizione due inviti ciascuno, ognuno di questi invitati ha a disposizione un invito (e così siamo a 15), i tre locali invitano una persona e arrivate a 19.
Interessante!
SA
mah forse e’ piu’ semplice di quello che si pensa: tema centrale (con annesse divagazioni di raggio medio corto) e partecipanti che portano punti di vista/esperienze differenti. Cosi’ si fa un po’ meno approfondimento e piu’ innovazione, ma forse va bene proprio cosi’. No?
A maggior ragione se i locali non sono competenti possono scegliere argomenti meno logori e più innovativi anche per la crescita della rete. In ogni caso anche loro devono parlare 19 minuti e partecipare alla discussione di 19 x 19 minuti.
Quella di marchino non è male per niente, io la proverei così la prima, che dici Simone, che dici Luca?
Antonio: quasi, secondo me i locali non si riescono a organizzare per scegliere un solo invitato… diciamo che per questa prima edizione l’ultimo rimasto lo scegliamo noi?
Molto interessante. Mi ha colpito proprio perché i “tag” del nanoevento hanno a che fare proprio con le mie attività e campi d’interesse e ricerca: cultura (dell’alimentazione), networking, internet, comunicazione.
I’ll be watching you, che diceva Sting…
A me piace molto l’iniziativa. E’ importante che si crei network e per me network significa sapere chi ha le competenze per aiutarti ad applicare (o indirizzarti verso) le nuove tecnologie di condivisione delle informazioni per migliorare l’efficienza di una azienda.
E’ fondamentale inoltre che i temi trattati facciano riflettere o generino idee che ciascuno di noi può portare in azienda e pensare di applicarle concretamente.
Infine è essenziale scambiarsi i casi di INSUCCESSO. Capire insieme perchè ad esempio una applicazione come twitter riesce a funzionare “tra noi” ma non riesca a sfondare (per ora) in azienda; perchè stiamo minuti ad aggioranre i nostri blog privati ma non riusciamo a diffondere l’utilizzo del blog in azienda, per condividere conoscenza.
Un ultimo suggerimento: pensate ad un nanosocial “itinerante” e riunite esperienze diverse e cercate di non lasciarvi “contaminare” troppo dai “player” di mercato: qui servono Idee ed Organizzazione perchè la tecnologia c’è già !
Interessante anche se un po’ articolata come forma di “evento”…
Io aggiungerei l’obbligo di saluto “nanonano” alla Mork e Mindy alla fine di ogni talk :)
Napolux: LOL!
Non credo che sia particolarmente efficiente organizzare un evento di questo tipo per poi utilizzare la prima discussione su come scegliere i partecipanti.
Forse dovreste proporre voi un metodo, chiaramente sempre perfettibile in edizioni future, e facilitare la ricerca degli argomenti: prima i partecipanti vengono scelti e prima avranno modo di preparare un argomento valido!
In ogni caso la cosa mi piace molto, e se posso partecipo anch’io molto volentieri!
E come sponsor ufficiale il: Fronte di liberazione dei Nani da giardino.
:D
marchino: LOL!
2 Trackbacks/Pingbacks
[...] 27 e 28 settembre, ad Assisi. Si chiama Nanosocial, e lo organizziamo io, Luca e [...]
[...] di base del NanoSocial (qui si spiega come è nato il tutto) è far incontrare 19 persone in un weekend; ognuna di queste persone presenta un topic a scelta [...]
Post a Comment